Dott.ssa Costanza Armenise

Il disturbo ossessivo-compulsivo di personalità può essere definito come una condizione caratterizzata da preoccupazione per l’ordine, perfezionismo e tendenza al controllo, sia a livello mentale, sia a livello interpersonale.

Questi aspetti di rigidità si presentano nel corso della prima età adulta in svariati contesti di vita e possono compromettere la flessibilità, l’efficienza e l’apertura della persona.

Per fare diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo di personalità  secondo il “Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali” – DSM-5 una persona deve presentare almeno 4 delle seguenti caratteristiche:

  • È preoccupato/a per i dettagli, l’ordine, le liste, le regole, l’organizzazione e i programmi, fino a perdere di vista lo scopo principale dell’attività in corso;
  • Mostra un perfezionismo che interferisce con il completamento dei compiti;
  • È eccessivamente dedito/a al lavoro (o allo studio) e alla produttività fino ad escludere qualsiasi attività di svago e tempo dedicato alle amicizie;
  • È eccessivamente scrupoloso/a e intransigente su questioni morali, etiche e valoriali;
  • Ha difficoltà a gettare oggetti consumati o privi di valore, anche quando non hanno alcun significato affettivo;
  • È riluttante a delegare compiti o lavorare con altri a meno che questi non si sottomettano a fare le cose esattamente a modo suo;
  • Presenta una tendenza all’avarizia e ha una visione del denaro come qualcosa da accumulare in caso di future catastrofi;
  • Presenta atteggiamenti manifesti di testardaggine e rigidità.

Queste caratteristiche inoltre devono essere inflessibili e presenti in svariati contesti (non solo in una specifica situazione),  devono essere stabili e di lunga durata e devono provocare marcato disagio o compromissione del funzionamento della persona.

Bisogna tener presente che in molti casi si tratta di persone con un buon livello di funzionamento. Sono in grado di lavorare ed essere molto produttivi e riescono a vivere relazioni stabili anche se con scarsa affettività. 

La maggior parte di questi pazienti tendono infatti a presentare carenze nel funzionamento almeno in un ambito di vita, come le relazioni sentimentali, la famiglia o il tempo libero.

Questo perché alcune delle caratteristiche di questo disturbo possono risultare adattive e socialmente apprezzate in alcuni contesti, come in quello lavorativo, dove infatti i pazienti spesso presentano un buon livello di funzionamento.

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